Su “La Stampa” di Sabato 16 Giugno è stata pubblicata la nostra replica alle affermazioni, sempre pubblicate a mezzo stampa, della Cassa di Risparmio di Savona, mi pare doveroso, per chi non ha seguito dal principio la faccenda, fare un po’ di chiarezza a riguardo.
PREMESSA
Il 2 Aprile, dopo aver atteso per tre anni in silenzio, per non “turbare” le indagini, un positivo svilluppo del procedimento penale da noi richiesto, abbiamo deciso, sentendo odor di prescrizione e non trovando un minimo di attenzione all’interno del “palazzo”, di organizzare una manifestazione in piazza Mameli a Savona.
La cosa è nata spontaneamente tra di noi, più che altro con lo scopo di informare i Savonesi su quanto può essere facile venire inghiottiti dal sistema se non si è “scafati” al punto giusto, ed essendo dei “dilettanti della protesta organizzata” non avremmo mai creduto che la cosa avrebbe riscontrato un simile successo, abbiamo ricevuto così tanti attestati di solidarietà dalle persone che si sono soffermate a parlare con noi, che ci siamo definitivamente convinti a non arrenderci, se non fosse stato per loro, o meglio, per VOI, non avremmo sicuramente avuto lo spunto e la forza per continuare questa battaglia.
I FATTI
Il giorno della manifestazione il TG3 Liguria ci ha dedicato un bellissimo servizio, hanno descritto perfettamente la situazione e, giustamente, sono andati a sentire “l’altra campana” intervistando il presidente della Carisa, il prof. Franco Bartolini.
“Alla Carisa non chiudono la porta al confronto, pur sottolineando di aver già concesso dilazioni sui termini di rientro dal debito.”
Se la Carisa ritiene i pignoramenti immobiliari in corso delle “dilazioni sui termini” allora parliamo due lingue diverse, o forse le case vengono a prendercele con calma, un mattone per volta?
Per quanto riguarda i “quinti dello stipendio”, che già si sta mettendo in tasca, visto che gli stipendi e le pensioni li prendiamo una volta al mese, e non in unica risoluzione da qui al giorno della nostra morte, da un certo punto di vista si, questa è una dilazione.
Ed i quinti dei TFR, emessi dal fondo di garanzia dell’INPS, da voi indebitamente trattenuti, grazie al fatto che offrite servizio di tesoreria per l’INPS di Savona e questi soldi passano delle vostre casse? Anche questa è una dilazione?
“Si può vedere quello che sarà proposto, formalmente e impegnativamente dal legale della parte”
Grazie della bontà prof. Bartolini, ci state tenendo per una caviglia sospesi su un precipizio alto 1.600.000 Euro (più interessi) con qualche cadavere già spetasciato sul fondo, proprio la posizione ideale per proporre qualcosa di diverso da un suicidio collettivo.
Nell’articolo pubblicato da “Il Secolo XIX” il giorno dopo la manifestazione, invece si legge, nella replica della Carisa:
“La carisa non si è mossa per prima, ma solo a seguito di azioni esecutive promosse da un altro istituto di credito... ”
E questo cosa vorrebbe dire? Che altri ci hanno messo in ginocchio e voi avete solo dovuto fare la fatica di darci il colpo di grazia? Molto umano, grazie, naturalmente a parte il fatto che il vostro primo telegramma di messa in mora è datato 28 Aprile 2004, la stessa data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di liquidazione, avete proprio atteso un sacco di tempo.