
Nome: COMITATO VITTIME DI ORDINARIA INGIUSTIZIA
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Aggiornata il 20/08/2008
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Dal Secolo XIX di venerdì 16 novembre 2007 a pag. 30: BUON COMPLEANNO CARISA.
Martedì 20 c.m., la banca cittadina ha compiuto 167 anni.
Lo stesso giorno nel Tribunale di Savona, altri due ex Soci della Soc. Coop. Nuova Ferrero di Altare, festeggeranno l’avvenimento con l’ultima audizione prima della messa all’asta definitiva dei loro beni.
Neppure un esposto in sede penale, che ha comunque evidenziato qualcosa di anomalo in questa vicenda, ha rallentato la macchina esecutiva del nostro Tribunale.
Con la riforma della procedura civile dello scorso anno e la delega a professionisti delle vendite, finalmente la giustizia ha fatto un passo avanti.
Che poi ci sia un ipergarantismo per banche e affini, poco importa, il cittadino potrà sempre, se ha ragione, fare ricorso. Con quali mezzi, ce lo spiegheranno gli esperti di turno, visto che normalmente dopo questi fatti, uno è praticamente in rovina.
Ritornando al “compleanno”, leggiamo che la Carisa è “DA SEMPRE VICINA ALLE INDUSTRIE DI VADO E CAIRO”.
A noi è stata fin troppo vicina, sentiamo ancora, a distanza di quattro anni, il bruciore.
Per questo, ci scuseranno, non festeggeremo l’avvenimento.
Ci avrebbe poi fatto piacere che il Secolo XIX avesse affiancato il paginone interamente dedicato all’avvenimento, all’articolo di ieri, 18 novembre a pag. 17: “PIGNORAMENTI BOOM CASE E NEGOZI ALL’ASTA E’ RECORD IN PROVINCIA”, avremmo così potuto fare un accostamento fra le due notizie e trarne le giuste conclusioni.
Certo è che a Savona per certe cose siamo sempre al primo posto. Crediamo, e non siamo i soli, che Banche e Finanza nel nostro paese hanno ormai superato ogni limite di decenza, se speravamo che un governo di sinistra avrebbe cominciato a cambiare qualcosa, ci siamo sbagliati, e la riprova l’ abbiamo avuta dal silenzio assordante della sinistra di Savona, da quella “standard” a quella “radicale”, passando per l’ industria “sindacato”.
Per questo almeno noi, ci scuseranno ancora, non festeggeremo l’avvenimento e ci farebbe piacere che tutti quelli che si sentono buggerati come noi, non si chiudano in se stessi, ma scarichino la loro rabbia in maniera più costruttiva: si decidano a rompere le scatole al paese intero, non diano tregua ai loro referenti politici perché si diano una mossa, scrivano a tutti i giornali, i quali molto spesso antepongono una fonte finanziaria ad una vera denuncia giornalistica, (pecunia non olet).
Gli assicuriamo che non sono e non devono sentirsi soli, lo abbiamo scoperto noi, constatando che ci sono centinaia di casi molto più gravi del nostro. Non disperiamo, prima o poi questo bubbone deve scoppiare.
Il Comitato tutto.
Cari amici di “Ordinaria Ingiustizia.
Già ci conosciamo, sono intervenuto sul vostro blog per raccontare la mia vicenda, descritta nel sito web www.abusibancari.org
Poi avevo segnalato una speranza: il mio ricorso in Cassazione sembrava accolto, era stata fissata l’udienza, e quindi, dopo diciassette anni, credevo di essere sul punto di avere “Ordinaria Giustizia”.
Mi sbagliavo, sono stato condannato io, a 500 euro di ammenda, per aver
elevato opposizione ad una richiesta di archiviazione del PM che dice
espressamente che la falsificazione di atti non è reato, e contemporaneamente chiede l’archiviazione perchè non è possibile risalire all’autore del reato (un direttore di banca!)
In realtà, come avete potuto verificare, un certo punto sono venuto in possesso delle prove documentali, inoppugnabili, di aver subito un reato. Le ho anche esibite nel corso di un interrogatorio (quattro ore, due marescialli e un ufficiale) della Guardia di Finanza, inviata dal Tribunale di Perugia, al quale avevo chiesto di essere escusso (sentito). Mi hanno giustamente fatto la radiografia ed ho potuto esibire i documenti originali, e dimostrare, carte alla mano, che è tutto vero per filo e per segno.
E sia.
A questo punto, appena avrò la motivazione della sentenza della Cassazione (pochi giorni, forse un mese), ho deciso di chiedere di scontare in prigione i 500 euro di ammenda a cui sono stato condannato dalla Suprema Corte. (credo, spero, sia mio diritto)
In questo modo credo di riuscire a far conoscere la vicenda ai media, e quindi di essere utile a tutti coloro che hanno subito crimini e malversazioni dalle banche nel corso della propria attività professionale o imprenditoriale.
Quindi vi chiedo solidarietà, di aver segnalato eventuali altre associazioni di cittadini che si battono per gli stessi motivi, e che seguiate la mia vicenda
Tutto sommato un periodo a Rebibbia sarà interessante, e sempre meglio che chinare nuovamente la testa di fronte a questa consorteria di farabutti.
Come disse in un celebre film il mio concittadino Alberto Sordi, “per una volta il ladro si è voluta togliere la soddisfazione di mandare in galera il derubato”.
Va benissimo, ma pubblicamente. Deve diventare un caso politico.
Naturalmente sarà difficile riuscire ad entrare in galera, ma tenterò ogni strada per riuscirci. Voglio andare in galera a scontare i 500 euro, a costo di fare una "invasione" (sarebbe il rovescio dell'evasione).
Devono annegare nel ridicolo
Vi terrò informati.
Cordiali saluti
Luigi Di Stefano
www.abusibancari.org
PS – il mio sito è stato aggiornato e ora contiene elementi che prima, per motivi di riservatezza che comprenderete, dovevo tacere.