La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
A fronte di questo chiediamo al dott. Levi e al dott. Prodi e al governo tutto di impedire che la legge Levi-Prodi venga approvata così come attualmente formulata e che venga modificata negli art. 2, art.5, art. 6 e art. 7 nonchè in tutti quegli articoli che possano impedire a tutti i possessori di blog presenti su internet di continuare ad operare senza restrizione alcuna come garantito dall'art. 21 della Costituzione Italiana che riguarda la libertà di espressione che tale legge,se approvata comprometterebbe gravemente.
Inutile dire che anche il nostro piccolo (ma seguitissimo) spazio sparirebbe, e noi ritorneremmo ad essere i perfetti sconosciuti di sei mesi fa, e belli pronti per essere stritolati.
Il Comitato tutto.
Dall'inizio della nostra vicenda abbiamo ricevuto molti attestati di stima ed incoraggiamenti, noi ringraziamo tutti, perchè questo ci sostiene e ci rafforza ogni giorno.
Pubblichiamo la lettera di Laura, che ci ha colpiti in modo particolare, ci chiede cosa può fare per aiutarci, con la sua lettera ha già fatto qualcosa, grazie Laura.
Buongiorno Signor Giuseppe...
Mi chiamo Laura, di cognome Cremonini, figlia di una "vittima di ordinaria ingiustizia".
Forse non ci siamo mai conosciuti di persona, ma, purtroppo,negli ultimi tempi ho avuto modo di vederla più volte al TG o sui giornali e di leggere sue dichiarazioni ed interviste... insomma, ormai sono una sua fan!
Scherzi a parte, uno dei motivi per cui le scrivo è proprio per ringraziarla dell'impegno che costantemente mette in questa causa, ma soprattutto per chiederle di non esitare a contattarmi nel caso io potessi darvi una mano, non so neanche io in cosa!!!
Non ho molto tempo a disposizione, in quanto lavoro tutto il giorno ed ho un bimbo piccolo, ma se in qualche modo potessi aiutarvi in qualche iniziativa, lo farei veramente con grande piacere.
Fino a qualche tempo fa la vera storia drammatica era quella di mio papà; gli altri erano altri 9 soci di cui sentivo sempre ripetere nomi e cognomi...
poi ho visto il video, un video che mi ha toccata profondamente,e sono entrata, con le lacrime agli occhi, nelle vostre case, nelle vostre storie, nelle vostre vite.
Di colpo nomi e cognomi hanno preso forma, ed ora la storia che mi fa soffrire non è più solo quella di Antonio Cremonini, ma quella di 10 operai con le loro mogli ed i loro figli. Persone che si sono spaccate la schiena onestamente ed hanno sudato per ottenere ciò che ora, assurdamente gli viene strappato via....
Ancora non riesco a credere che siamo arrivati a tutto questo....
Tante parole sarebbero inutili; sappiamo entrambi qual'è l'atmosfera che si respira in casa da ormai qualche anno. Eppure io ci credo ancora!
Ci DEVE essere qualcuno, in mezzo a tanti cuori di pietra, che invece di leggere distrattamente nomi e cognomi, sappia dare loro un volto ed abbia un briciolo di coscienza in più tanto da ritrovarsi , un po' come tutti noi, a passare la notte fissando il soffitto..., almeno una notte...
Magari basterebbe questo.
Insomma ragazzi, per quanto possa essere dura...NON MOLLATE!!!!
Vi abbraccio tutti forte forte!
Laura
P.S. Nel caso vi servissero ancora le firme, ne ho a casa sei fogli completi e ne ho altrettanti da raccogliere tra colleghi ed amici.
E’ il titolo di uno dei primi libri che ho letto, lo ricordo bene in quanto lo stampò mio zio quando avevo 8 anni, lui era il titolare della tipografia Ars Graphica, dove bazzicavo in lungo e in largo affascinato dal fatto che da quei rumorosi macchinari uscissero pagine stampate e manifesti.
Al di la’ del contenuto, mi è sempre rimasto impresso il titolo, nel mio immaginario vedevo una città intera ribellarsi ad un qualcosa che allora non capivo, insomma un’immagine epica, di un qualcosa di grande.
Col tempo ho perso il ricordo di quell’immagine, Savona ne ha viste di tutte, dalle bombe allo smantellamento industriale, dall’epoca Teardo al lento tentativo di rinnovamento urbano, ma mai in questi anni ho avuto sentore che il torpore della nostra città potesse essere in qualche modo scalfito da qualsivoglia evento, ma è il nostro carattere, tolleranti all’inverosimile, ma quando partiamo...
Poi ieri sera, 5 Ottobre, ho assistito, in una stracolma Sala Rossa, alla presentazione del libro “Il fallimento perfetto” di Bruno Lugaro, incentrato sulla vicenda ILVA-OMSAV-ORSA 2000, uno scritto molto interessante, soprattutto per noi, che degli episodi del 1993 dell’industria Savonese abbiamo viva memoria, ricordiamo perfettamente tutto in quanto la vicenda OMSAV si sovrappose alla nostra, ai cortei davanti all’Unione Industriali partecipammo anche noi, ma purtroppo per tutti la loro vicenda oscurò la nostra.
Ciò non toglie che quell’area industriale era il simbolo della nostra città, al suo interno hanno lavorato e vissuto migliaia di persone, lo sentiamo tutti come uno scippo, come il furto di un qualcosa che è stato nostro.
Poi ieri sera, 5 Ottobre, dicevo, ho seguito con molto interesse gli interventi dei relatori e di parecchi partecipanti, riguardanti la vicenda di per se, ma anche questioni di Banche, Cooperative, politici, amministratori e giudici, ho apprezzato l’intervento del Dott. Scolastico, il quale lamenta un vuoto legislativo che impedisce alla procura di intervenire su questo mare di speculazioni, ricordando che è compito delle amministrazioni evitare certi scempi.
Interessante l’intervento del Dott. Sansa col suo ricordo di politici veri, specie praticamente estinta, poi Gomez come al solito ironico coi suoi paralleli, ovvero questi fatti sono di costume comune in tutta Italia.
Marco Preve ha fatto notare come internet ed i Blogs sono, e saranno sempre più veicolo di informazione e coesione di coscienze, Mimmo Lombezzi ha esposto, tra l’altro, il degrado dell’informazione televisiva, ed infine Bruno Lugaro ha spiegato cosa lo ha spinto a scrivere queste 80 pagine di cronaca Savonese, di come questa storia non sarebbe mai apparsa sui giornali, e di come, secondo lui, nulla di eccezionale ha fatto se non fare il giornalista.
La marea di persone intervenute mi ha fatto un po’ sperare nel titolo di quel libro della mia infanzia, “Savona Insorge”, perchè i motivi ci sarebbero, perchè siamo vicini ad un vero degrado, ovvero una città in mano a pochi potenti, cos’altro serve?
P.S. I libro è davvero interessante, si legge di un fiato, mi permetto di segnalare il capitolo “La CGIL trova casa”.
25 Settembre ore 21, Sala Consiliare del Comune di Savona...
Prima però un piccolo riassunto delle puntate precedenti...
Il 26 Giugno la nostra vicenda è oggetto di un ordine del giorno promosso dal Consigliere Alessandro Parino, capogruppo di AN.
Il 25 Settembre, stavamo dicendo, arriva la risposta del Sig.Sindaco all'interpellanza n.5
Lungi da noi l'entrare in polemica con qualunque forma istituzionale, ma riteniamo doverosa una breve risposta:
Gent. Sig. Sindaco
Gent. Giunta Comunale
Gent. Consiglio Comunale
Intendiamo con questa nostra esprimere innanzitutto i ringraziamenti di noi tutti per l’iniziativa riguardante la nostra vicenda, la Vostra sensibilizzazione verso gli organi direttivi della Cassa di Risparmio di Savona è stata indubbiamente utile e, ne siamo certi, autorevole, e sicuramente non rimarrà inascoltata.
Tuttavia vorremmo esprimere il nostro rammarico per quanto è successo durante il consiglio in oggetto e per l’attenzione, che noi riteniamo approssimativa, dimostrata dalla classe politica Savonese, quella classe che dovrebbe fare dei problemi sociali assoluta priorità.
Sono trascorsi mesi da quando abbiamo iniziato la nostra forma di lotta civile, unica arma a noi rimasta per non finire schiacciati da una vicenda che definiremmo ai limiti del paradossale, se non toccasse le vite di noi tutti in maniera profonda ed irreversibile. La concitazione del consigliere Parino rappresenta soltanto una minima parte della nostra rabbia, che riusciamo con immane fatica a controllare, esclusivamente per mantenere quella dignità che neppure nei momenti peggiori della vita deve venire meno, "Non venite meno all'impegno per la giustizia e la libertà, non scendete a compromessi, difendete la vostra dignità, costi quello che costi!", erano le parole di un illustre Savonese.
Abbiamo per mesi cercato ascolto, ci siamo rivolti a tutti, e sottolineiamo tutti, a 360 gradi ed anche oltre, e proseguiamo a farlo, ma solo da pochi abbiamo avuto vera attenzione e, nonostante non sia nostra volontà pretendere alcunché, riteniamo comunque di meritarla questa “vera attenzione”.
Ci saremmo aspettati, a seguito dell’interpellanza del Consigliere Parino del 26 Giugno, un qualche tentativo di approfondimento da parte Vostra, in fondo, prima di farsi carico di un’iniziativa di sensibilizzazione, sarebbe stato utile farsi un’idea della vicenda da trattare, ed invece nulla, nessun accenno di contatto.
Ci ha fatto male leggere, tre mesi dopo, nella risposta scritta del Sig. Sindaco (richiesta esclusivamente per evitare a noi una possibile ulteriore presenza inutile al consiglio dopo quella del 23 Luglio) che la Banca si appella ai “Vincoli e gli obblighi che derivano dalle norme di legge e di vigilanza in materia bancaria e creditizia” , se Lei, sig. Sindaco, fosse stato a conoscenza della nostra intera storia, non avrebbe certamente riportato una frase nel genere, che alle nostre orecchie suona come l’ennesima beffa.
Non abbiamo richiesto il Vs. intervento per dichiarare guerra a qualcuno, ma semplicemente per avere un minimo di appoggio autorevole, tuttora mancante, per non finire stritolati da questa assurda vicenda.
Oltre ai vincoli della normativa bancaria e della giustizia, ci sarebbero anche quelli che obbligano le istituzioni per lo meno ad occuparsi dei problemi delle persone, tutti vincoli che per noi hanno ancora un senso, ma chissà fino a quando.
Siamo profondamente dispiaciuti di questo approssimativo interesse, ma la prima ad esserne danneggiata è la politica, nel momento in cui si allontana dai problemi sociali.
Distinti saluti.
Giuseppe Grosso Giampaolo Molinari
Gianna Belforti Antonio Cremonini
Luigi Giusto Giovanni Giusto
Antonio Sulanas Gabriele Giusto
Roberto Costa Claudio De Lorenzi
E relative famiglie.