Lo avevamo atteso da settimane, contavamo i giorni, e vi confessiamo che ieri sera (26 Giugno), quando abbiamo varcato la soglia della sala consiliare, abbiamo provato una forte emozione, per la prima volta un’istituzione importante come il Comune di Savona poneva ufficialmente attenzione alla nostra storia.
Come abbiamo più volte raccontato il capogruppo di AN, Alessandro Parino si è fatto promotore, e ieri relatore, di un importante ordine del giorno incentrato sulla nostra vicenda, e la sua iniziativa è stata condivisa ed appoggiata dal consigliere DS Reginaldo Vignola.
L'ordine del giorno in sostanza verteva sulla sensibilizzazione della Giunta e del Sindaco ad attivarsi presso la Banca Carisa, al fine di richiedere la sospensione dei procedimenti esecutivi nei nostri confronti.
Nonostante fosse mezzanotte inoltrata, e molti Odg prima del nostro fossero stati tutti rimandati, il Sindaco Berruti richiedeva ai consiglieri, vista la delicatezza dell'argomento, di affrontare comunque la discussione.
Parino ha esposto l'ordine del giorno, nel nostro silenzio assoluto, motivandolo con ottimi argomenti, Vignola ha ribadito il completo appoggio ed il capogruppo dei DS De Cia ha espresso la sua solidarietà invitando tutti i componenti del Consiglio a sottoscrivere la nostra petizione.
La votazione è stata unanime, 28 su 28, così ora Sindaco e Giunta sono impegnati, e noi abbiamo una speranza in più.
Per questo possiamo solo ringraziare tutti: Parino per la decisione, la sensibilità e la sopportazione alle nostre E-mail, il Sindaco Berruti per aver subito preso in considerazione la nostra vicenda, Vignola e De Cia per l'interesse, la Giunta ed il Consiglio per aver capito perfettamente la situazione. Ora credo che possiamo dirlo, non siamo più soli, ed un altro passo avanti è stato fatto.
Il Comitato.
Come preannunciato siamo tornati a Savona, in piazza Mameli, col nostro presidio, per informare i Savonesi cosa si rischia quando, in buona fede, per difendere il proprio lavoro, si fanno certi passi, ma soprattutto per avere l'occasione di conoscerci.
Nonostante il caldo torrido c'e stata parecchia affluenza, le firme raccolte sono state più di 150, le testimonianze di altri casi di ordinaria ingiustizia sono state notevoli, speriamo di riuscire a coinvolgere queste persone nel nostro progetto.
I volantini distribuiti sono stati accompagnati da numerose richieste di spiegazioni sul nostro caso, persino i croceristi attraccarti al porto, in giro per la città, hanno voluto conoscere la nostra vicenda, dimostrandoci la loro solidarietà.
Nel primo pomeriggio è passato a trovarci Alessandro Parino, capogruppo di AN, come al solito uno dei pochi ad interessarsi al nostro caso ( ma oggi non è giorno di polemiche
) che ci presenterà come Odg in consiglio Comunale domani 26/06, un bel grazie da tutti noi. Antonio Signorile, redattore di Uomini Liberi, ha chiamato avvisando che non sarebbe passato in quanto bloccato nel "palazzo" a risolvere una di quelle faccende che i redattori liberi e coraggiosi si trovano, di tanto, ad affrontare, un grazie anche a lui. Ci hanno chiesto informazioni i ragazzi del master di giornalismo dell'Università di Savona, Claudio Giacchello, TG3 Liguria, l'ing. Ozenda e tanti altri, anche a loro il nostro grazie.
Grazie anche ad IVG per il servizio di oggi ed al capogruppo dei DS, Roberto De Cia, che ha aderito alla nostra raccolta firme. E l'ultimo sentito grazie alla redazione del TG3 Liguria, per l'efficacia e la correttezza del loro servizio. (Scarica il video in formato DivX) Nella sezione "Media" le prime foto, a presto nuovi approfondimenti.
Salve a tutti, sono Luigi Di Stefano, titolare del sito http://www.abusibancari.org/ , in cui descrivo la mia quasi ventennale vicenda contro una banca, a causa della quale persi l’azienda, la casa, il lavoro, e circa quindici persone andarono disoccupate. La storia, i fatti, sono descritti sul sito web: si tratta di una storia esemplare di come il cittadino che subisce un sopruso da questa gente si trova calato in una specie di fossa dei serpenti fatta di soggetti che si accaniscono poi sulle spoglie per cavarne gli ultimi brandelli, e in un sistema che “nemmeno ti sta a sentire”.
E’ uno degli aspetti più sordidi del nostro sistema economico, triste per chi ci si trova. E io la trafila me la sono fatta tutta. Immaginatevi trovarsi a 38 anni in mezzo alla strada, con tre figli piccoli, i sigilli alla ditta, finire nella cloaca del tribunale fallimentare...
Quando, alla “cerimonia” dell’iscrizione al passivo, mi opposi a riconoscere quello della banca e raccontai davanti a giudice, curatore fallimentare e avvocati quello che era successo beh, gli avvocati (una decina) scoppiarono in una gran risata, irrefrenabile, manco avessi raccontato una barzelletta di gran successo.
Io ci rimasi costernato, e allora il giudice disse al Curatore: veda un po cosa può fare per questa cosa.
Lo fece, la famosa “prova documentale” se l’è tenuta nel cassetto per quattordici anni, ed io l’ho avuta perchè una impiegata dello studio mi telefonò per dirmi se mi andavo a riprendere quattro scatoloni di documenti, altrimenti li avrebbe gettati via.
La querela che ho potuto fare solo a giugno del 2004 è stata archiviata dal PM perchè “non ci sono elementi per risalire all’autore del reato (un direttore di banca!), ho fatto opposizione e il GIP gli ha dato ragione: non ho portato “nuovi” elementi.
Andatevelo a leggere: ho appena aggiornato il sito con i documenti originali.
Intervengo però per segnalare un segno di “speranza”.
Scornato ma non domo ho fatto ricorso in Cassazione, e la Suprema Corte ha ammesso la mia istanza, fissando l’udienza per il 3 Ottobre 2007.
Ora, spero, potrò esibire queste benedette “prove” e i giudici dovranno prendere atto, spero, che ai nostri danni fu consumato un reato.
Perchè questo è il punto: quando si tratta di banca sembra abbiano tutti dei robusti paraocchi.
Ora fidiamo in Dio e nella Corte di Cassazione, speriamo di arrivarci. Mio padre e mia madre già sono morti, forse io e mio fratello abbiamo ancora il tempo di arrivare in fondo.
Intendiamoci, non voglio fare il piagnisteo: nella vita può capitare di peggio che intrupparsi con alcuni delinquenti.
Però il fatto che i delinquenti usino la legge per far valere diritti che discendono da un reato, mentre le tue ragioni vengono archiviate con un foglio ciclostilato, è insopportabile.
Luigi Di Stefano
Su “La Stampa” di Sabato 16 Giugno è stata pubblicata la nostra replica alle affermazioni, sempre pubblicate a mezzo stampa, della Cassa di Risparmio di Savona, mi pare doveroso, per chi non ha seguito dal principio la faccenda, fare un po’ di chiarezza a riguardo.
PREMESSA
Il 2 Aprile, dopo aver atteso per tre anni in silenzio, per non “turbare” le indagini, un positivo svilluppo del procedimento penale da noi richiesto, abbiamo deciso, sentendo odor di prescrizione e non trovando un minimo di attenzione all’interno del “palazzo”, di organizzare una manifestazione in piazza Mameli a Savona.
La cosa è nata spontaneamente tra di noi, più che altro con lo scopo di informare i Savonesi su quanto può essere facile venire inghiottiti dal sistema se non si è “scafati” al punto giusto, ed essendo dei “dilettanti della protesta organizzata” non avremmo mai creduto che la cosa avrebbe riscontrato un simile successo, abbiamo ricevuto così tanti attestati di solidarietà dalle persone che si sono soffermate a parlare con noi, che ci siamo definitivamente convinti a non arrenderci, se non fosse stato per loro, o meglio, per VOI, non avremmo sicuramente avuto lo spunto e la forza per continuare questa battaglia.
I FATTI
Il giorno della manifestazione il TG3 Liguria ci ha dedicato un bellissimo servizio, hanno descritto perfettamente la situazione e, giustamente, sono andati a sentire “l’altra campana” intervistando il presidente della Carisa, il prof. Franco Bartolini.
“Alla Carisa non chiudono la porta al confronto, pur sottolineando di aver già concesso dilazioni sui termini di rientro dal debito.”
Se la Carisa ritiene i pignoramenti immobiliari in corso delle “dilazioni sui termini” allora parliamo due lingue diverse, o forse le case vengono a prendercele con calma, un mattone per volta?
Per quanto riguarda i “quinti dello stipendio”, che già si sta mettendo in tasca, visto che gli stipendi e le pensioni li prendiamo una volta al mese, e non in unica risoluzione da qui al giorno della nostra morte, da un certo punto di vista si, questa è una dilazione.
Ed i quinti dei TFR, emessi dal fondo di garanzia dell’INPS, da voi indebitamente trattenuti, grazie al fatto che offrite servizio di tesoreria per l’INPS di Savona e questi soldi passano delle vostre casse? Anche questa è una dilazione?
“Si può vedere quello che sarà proposto, formalmente e impegnativamente dal legale della parte”
Grazie della bontà prof. Bartolini, ci state tenendo per una caviglia sospesi su un precipizio alto 1.600.000 Euro (più interessi) con qualche cadavere già spetasciato sul fondo, proprio la posizione ideale per proporre qualcosa di diverso da un suicidio collettivo.
Nell’articolo pubblicato da “Il Secolo XIX” il giorno dopo la manifestazione, invece si legge, nella replica della Carisa:
“La carisa non si è mossa per prima, ma solo a seguito di azioni esecutive promosse da un altro istituto di credito... ”
E questo cosa vorrebbe dire? Che altri ci hanno messo in ginocchio e voi avete solo dovuto fare la fatica di darci il colpo di grazia? Molto umano, grazie, naturalmente a parte il fatto che il vostro primo telegramma di messa in mora è datato 28 Aprile 2004, la stessa data della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di liquidazione, avete proprio atteso un sacco di tempo.
Giampaolo Molinari
Davvero uno strano paese, il nostro, se possono accadere fatti come quelli raccontati dal quotidiano di domenica scorsa (Avvenire del 10 giugno 2007 pag. 7)
Sabato mattina, stazioni di Milano, Venezia, Padova, ma anche Bologna e Ancona. No Global e Pacifisti vogliono raggiungere Roma per la manifestazione contro Bush e vogliono farlo senza pagare il biglietto o facendosi un’autoriduzione. Viene impedito loro di salire sui treni senza biglietto (meno male!) e allora che fanno? Semplice: occupano i binari, impediscono ai treni di partire e iniziano a contrattare sul prezzo del biglietto. Dopo due o tre ore (a seconda delle stazioni la trattativa è più o meno lunga) riescono a spuntarla: solo 10 euro a testa, andata e ritorno. Luca Casarini è molto soddisfatto: “ così possono partecipare alla manifestazione anche studenti e precari che non hanno soldi…”
Bene, molto bene… avevano una missione importante da compiere quel giorno! Si recavano a Roma per ferire 8 poliziotti, per imbrattare di vernice una statua, per frantumare vetrine e spaccare fioriere, per tenere impegnate le forze dell’ordine (più di un migliaio i poliziotti per fronteggiarli) fino alle nove di sera. Una manifestazione davvero pacifica la loro… veramente No War!
Di fronte a questi episodi mi chiedo: COME E’ POSSIBILE?
Come è possibile che si possano trasgredire impunemente le leggi dello Stato?
Come è possibile che duecento persone abbiano potuto manifestare sui binari senza permesso e interrompere un pubblico servizio per ore senza rischiare nulla?
Chi ha difeso i sacrosanti diritti delle migliaia di viaggiatori che nonostante avessero pagato l’intero prezzo del biglietto (loro sì ahimè!) hanno dovuto aspettare per ore prima di partire?
Perché essere disonesti oggi, paga più che essere onesti?
Quale concetto di legalità stiamo passando alle nuove generazioni? Quello che basta essere un gruppo di teste calde per avere tutti i diritti e nessun dovere? Oppure quello che se si riesce ad essere più furbi degli altri, è lecito ingannare il nostro prossimo? (ogni riferimento a fatti realmente accaduti non è affatto casuale…)
Mi torna alla mente una frase del giudice Giancarlo Caselli ascoltata diversi anni fa durante una sua conferenza sulla mafia: “ Dobbiamo stare attenti, la mafia ha radici profonde e lontane e spesso la disonestà comincia da piccole cose… anche non pagare il biglietto sull’autobus è un gesto di illegalità… e sono proprio questi gesti apparentemente piccoli che devono essere contrastati con fermezza se si vogliono evitare in futuro mali peggiori.”
Lascio a voi ulteriori commenti.
Rosanna