Blog ufficiale del comitato VITTIME DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

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Aggiornata il 20/08/2008


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sabato, 26 maggio 2007
MOSTRI AD UNDICI ZERI

“Chi dice che queste nuove banche sono mostri, sbaglia''
 
“Finalmente abbiamo due banche che possono aiutare la presenza italiana nel mondo e la riorganizzazione del nostro sistema economico"
 
La nuova moda delle fusioni tra grossi gruppi bancari è stata così commentata dal nostro capo del governo, persona autorevole, che di economia sicuramente ne sa molto più di me, ma io sono un ragazzo di campagna, e sono quindi abituato per natura a diffidare a priori.
 
A me queste fusioni fanno paura, colossi con capitalizzazioni ad undici zeri e partecipazioni capillari in tutto il sistema economico, hanno il potere di creare e distruggere, ma soprattuto di distruggere, e certamente non loro stessi, fatemi sapere se veramente sbaglio a vedere una coppia di mostri in chi, tra l’altro, detiene più di un terzo di quote di Bankitalia.
 
Veramente siamo disposti a credere che a guadagnarci saranno gli utenti o che il nostro sistema economico sarà “riorganizzato”?
 
Vedo solo io le prossime migliaia di “esuberi” derivanti da queste fusioni ed i futuri milioni di euro di dividendi tra azionisti? Vedo solo io il sistema bancario Italiano strozzare i singoli utenti, tenere in scacco la piccola impresa e favorire i noti esponenti della “finanza creativa” e del “capitalismo senza capitali”?
 
Perchè se lo vedo soltanto io allora vivo in un mondo diverso da quello in cui vivono coloro che esultano per questi avvenimenti.
 
Giampaolo Molinari

Postato da: giampa64 a 19:44 | link | commenti (1)

martedì, 22 maggio 2007
LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE LIROSI DEL COMUNE DI SAVONA

Inauguriamo oggi la rubrica "Lettere aperte":
  
 Gentile assessore, leggo purtroppo con notevole ritardo, un’ articolo pubblicato dalla Stampa del giorno 26 aprile 2007, in cronaca di Savona e col titolo: “Il Comune solidale con i dipendenti Carisa”.
 
   Voglio innanzitutto esprimere anch’io la mia solidarietà ai dipendenti, ma ho un appunto da farle.
 
   Sono uno degli ex soci della Cooperativa Nuova Ferrero Scrl di Altare, società in L.C.A., il giorno 2 Aprile si è svolta una manifestazione con l’intento di portare all’attenzione della città la gravissima situazione in cui si trovano questi lavoratori, abbandonati da tutti, e per tutti intendo Lega Coop, sindacato, Giustizia.
 
  Vogliamo aggiungere a questi anche l’ Amministrazione comunale? Non mi dica che lei non si è accorto di cosa succedeva quel giorno in Piazza Mameli, non mi dica che lei non ha visto il TG regionale che parlava di noi.
 
   Lo so, siamo pochi, i dipendenti Carisa, ai quali ripeto va comunque tutta la nostra solidarietà, sono molti di più, possono costituire un buon serbatoio di voti.
  
   Se per voi, Amministrazione comunale, siamo un caso scottante, bene abbiate il coraggio di dircelo in faccia, oppure trovate un momento fra tutte le questioni di alta politica che giornalmente dovete affrontare per dedicare un solo attimo a noi.
 
Ringraziandola per la cortese attenzione le porgo distinti saluti.
 
Savona 21-05-2007
Giuseppe Grosso

Postato da: giampa64 a 22:04 | link | commenti (3)

sabato, 19 maggio 2007
LA NOSTRA STORIA – La fine e l’inizio

L’ultimo giorno delle Officine Ferrero lo ricordo bene, era l’inizio del 1993, ma quei momenti mi accompagneranno per tutta la vita.
 
La situazione era grave da qualche mese, un’azienda di prim’ordine, con una storia pluridecennale alle spalle, con una produzione universalmente riconosciuta come ai vertici del settore, si trovava costretta da troppo tempo a piegarsi all’andamento del mercato.
 
In provincia di Savona ricordiamo tutti la crisi industriale dei primi anni novanta, fu una tragedia collettiva, mutò tutto radicalmente in brevissimo tempo, potremmo parlare di produzione, PIL, esportazioni ed investimenti, ma preferisco concentrare l’attenzione sul fatto che in quel periodo, nella nostra provincia, molte persone persero il posto di lavoro e le loro aziende.
 
Di quel giorno ricordo soprattutto le facce dei miei colleghi, soprattutto quelli più anziani, nel piazzale della Ferrero vidi i loro sguardi increduli, per la prima volta in tanti anni li sentii rassegnati, qualcuno con le lacrime agli occhi, avevano passato la loro vita all’interno di quei capannoni, in qualche modo gli appartenevano.
 
Un’altra cosa ricordo di quel giorno, i rappresentanti sindacali non si presentarono perchè occupati nella vertenza della Piaggio Aeronautica, eravamo già cassintegrati di serie B.
 
Mi sento bloccato da una sorta di pudore nel raccontare quel giorno, la dignità dei miei colleghi di allora mi ha insegnato molto, e a loro molto devo,  e mi sembra di violare in qualche modo la loro intimità, certe perdite non si esprimono a parole.
 
C’era un valore immenso nella Ferrero, valore tecnico, ma soprattutto umano, perciò, quando fui contattato per partecipare alla costituzione della Cooperativa che avrebbe rilevato l’attività, non ci pensai neppure un momento ed accettai, ero indissolubilmente legato a quel mondo.
 
Nessuno di noi aveva effettivamente messo la parola fine a quella storia, sarebbe stato un delitto perdere un patrimonio così grande, una tecnologia estremamente specifica, poche aziende erano, e sono, in grado di fornire un prodotto di quel genere, cosicchè, a piccoli, faticosi passi, alla fine del 1993 l’attività riprese.
 
(segue)....

Postato da: giampa64 a 11:02 | link | commenti (2)

giovedì, 17 maggio 2007
DEL PRESTITO SOCIALE E SIMILI

    Voglio fare prima di tutto una precisazione: la cooperazione è una forma di impresa espressamente prevista all’articolo 45 della costituzione, noi non vogliamo in alcun modo colpevolizzare il sistema cooperativo nel suo insieme, anzi ci abbiamo creduto fermamente ed era la frase che ripetevo sempre a mio padre, “stai tranquillo, abbiamo la Lega Coop alle spalle”, vogliamo però denunciare le degenerazioni, pensiamo soprattutto provocate dall’ingerenza dei partiti nel sistema stesso e che stiamo subendo sulle nostre spalle.
 
    In poche parole si sono sicuramente persi quei principi di solidarietà e mutualità di cui si sparla, “La Coop sei tu” dice la pubblicità, non è vero !!: la Coop sono LORO e fanno il bello e cattivo tempo dando a tanti soci l’illusione di essere diventati padroni e imprenditori.
 
    Bene parliamo ora del “prestito sociale”, un modo di procurarsi risorse che le cooperative effettuano come prestito da soci, è il famoso libretto, simile a quello delle banche. Un’ azienda privata deve ricorrere solo al mercato finanziario mentre le cooperative possono approfittare di questa opportunità per avere un finanziamento rilevante ed a costi inferiori.
 
    Cosa si aspetta il socio che investe il suo denaro?, pensa di essere tutelato, lui deve lavorare, non ha tempo di occuparsi di leggi e regolamenti vari. Al massimo può, come facevo io, raccomandare sempre all’amministratore di fare attenzione, “ragioniere, mi raccomando, stia sempre attento a quando è il momento di fermarsi, si ricordi di tutti i soldi che abbiamo investito”, e come al solito passavo sempre per il menagramo dell’ufficio.
 
    Trascrivo la parte finale dell’art. 8 del nostro regolamento: -il rimborso è sottoposto ad un preavviso di due giorni dal momento della richiesta del socio. E’ tuttavia facoltà della Cooperativa effettuare il rimborso contestualmente alla richiesta.-
 
    Io non avevo mai tolto una lira, ero abituato a fare sacrifici da una vita e mettere in difficoltà la nostra ditta non mi sembrava una cosa leale.
 
    Confesso di essere stato patetico e ridicolo, quando nel momento della caduta ho chiesto 25.000 €, circa la metà del mio prestito a questo mago della finanza, che si vantava di essere revisore dei conti e al quale, per quanto ne so, nessuno ha ancora proibito di fare questo mestiere.
 
    In conclusione il nostro gruppo di disperati, ha visto volatilizzarsi la discreta sommetta di circa 140.000 €., (tralasciamo gli interessi).
 
   Non considero mai quando dico queste cose il capitale sociale versato, circa 20.000 € a testa, perché questo si lo consideravo un investimento a rischio, volevamo fare gli imprenditori e quindi dovevamo mettere nel conto la possibilità di doverci fermare.
 
 Ribadisco fermarsi, non sprofondare in un abisso.
 
    Vorrei chiedere in conclusione se questo salasso di denaro non è considerato un motivo sufficiente alle autorità preposte per rendere giustizia.
 
    Io NULLA DEVO a questo Stato, ho 57 anni, ho sempre lavorato nel settore privato ed in attività produttive di primaria importanza, ho sempre pagato tutte le tasse, sono ed ero l’unico lavoratore in famiglia, non ho mai chiesto favori o raccomandazioni e con tutte le rogne di questi anni non sono fra quelli che secondo i nostri cari politici dilapidano i soldi della sanità, perché non ho neppure il tempo di andare dal medico..
 
    Con i miei soldi delle tasse ho sicuramente contribuito a pagare lo stipendio di politici, legislatori ed autorità giudiziarie. Da questo Stato PRETENDO ed ESIGO GIUSTIZIA.
 
    Dimenticavo un piccolo dettaglio, ho anche fatto il servizio militare, sono sottotenente di vascello, durante il corso in Accademia Navale il C.te del nostro corso ci ripeteva di continuo: -ricordate che tutto questo vi servirà per essere uomini nelle vita civile-.
 
    Io l’ho ricordato sempre, probabilmente lascerò poco capitale a mio figlio, ma potrò guardarlo sempre in faccia senza vergognarmi di me stesso.
Possono farlo certi direttori di banca?, certi amministratori pubblici e della giustizia?, di alcuni ho i miei dubbi.
 
Giuseppe Grosso

Postato da: giampa64 a 21:17 | link | commenti (4)

lunedì, 14 maggio 2007
Riflessioni

Ricevo, condivido ed immediatamente pubblico:
 
“Voglio provare a far capire, a chi non ha avuto il piacere di provarlo personalmente , come si svolge una liquidazione coatta amministrativa di una cooperativa, almeno nel Savonese.
 
Il giorno che il Ministero delle Attività Produttive, mise in L.C.A. la nostra cooperativa, mi stavo recando nella banca dove avevamo aperto un conto, non avevo neppure varcato la soglia che il direttore mi convocò nel suo ufficio per dirmi che non avrei più potuto svolgere la minima operazione.
 
Tutto giusto e legale, ma mi sono sentito come un delinquente tenuto sotto controllo da tutte le autorità di questo paese. (Dopo aver dimissionato il presidente della società, io avevo assunto la carica di presidente “pro tempore” e continuando da veri pazzi a credere ancora in un aiuto,  avevamo cercato nei mesi di attesa di questo provvedimento, di svolgere qualche attività, supportata da un legale, per cercare di recuperare qualcosa, valga per tutto il recupero di una fideiussione di 150.000 € e un discreto gruzzolo in contanti, il quale come al solito verrà prima di tutto usato per il pagamento del commissario liquidatore).
 
Alcuni giorni dopo, arrivò il liquidatore ufficiale, Il “terminator” solito delle cooperative savonesi , con l’aiuto però questa volta di due funzionari del ministero delle A.P..
 
Volete sapere le loro parole alla vista del contratto di mutuo?.: - è un classico, state tranquilli, questo lo facciamo subito annullare-, dopodiché distribuirono incarichi, nominarono il sottoscritto con un altro collega custodi della società, naturalmente senza alcuna remunerazione.
 
Mi tornavano in mente le parole di mio padre, uomo semplice, con la terza elementare, ma molto più navigato di me: - stai attento, hai visto cosa è successo alla Coop. Sabazia-, ed io a ribattere sempre che non ci credevo, che noi avevamo un amministratore di primo ordine!.
 
Cosa farebbe uno di voi lettori di questo blog in una situazione simile, con sole conoscenze tecniche e senza sapere come districarsi in queste burocrazie?, credo che come abbiamo fatto noi, accetterebbe tutto e continuerebbe a mettere firme, anche perché e voglio rimarcarlo e spiegarlo meglio un’altra volta, non potevamo credere che la Lega Coop di Savona ci scaricasse come appestati.
 
(Nel frattempo, credo che nessuno abbia mai cercato il precedente presidente).
Sono seguiti mesi in cui credo molti sarebbero crollati, (forse questi signori speravano proprio in questo), ci veniva chiesto di svolgere attività amministrative che non potevamo assolutamente conoscere. Ma allora a cosa serve il liquidatore ufficiale, se non a svolgere proprio queste mansioni.
 
Mi ritorna in mente come aveva assolto il suo compito il curatore fallimentare della vecchia Ferrero Impianti e Macchine: un lavoro accurato, veloce con piena soddisfazione di tutti.
 
Come ciliegina finale, il giorno che vennero consegnate le lettere di licenziamento a tutti i dipendenti, la rappresentante del sindacato CGIL passeggiava a braccetto col suddetto liquidatore!!.
Potevate aspettarvi un aiuto?, e pensare che consideravamo quasi nemici UIL e CISL.
 
In compenso non si scordarono, senza alcun pudore, di chiederci il pagamento per le pratiche fatte per liquidazioni e simili. Ma non sono lavori che deve fare la Liquidazione??..
 
Comunque avrei anche pagato, ma fu il modo arrogante e assillante con cui mi furono chiesti, (a un socio che aveva già lasciato nella società oltre 50.000 € di prestito sociale), che mi fece dire: - non li avranno mai -.
 
Bene, sono passati oltre tre anni e la Liquidazione non si è ancora conclusa.
 
Stiamo ancora attendendo che la giustizia del tribunale di Savona faccia il suo corso e il ricordo di UOMINI come Falcone e Borsellino ci fa sempre sperare, ma ce ne vuole di fede!!.”
 
Giuseppe Grosso

Postato da: giampa64 a 20:44 | link | commenti (6)