Blog ufficiale del comitato VITTIME DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

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Blogger: giampa64
Nome: COMITATO VITTIME DI ORDINARIA INGIUSTIZIA

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da Giugno 2007
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Aggiornata il 20/08/2008


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Ingannati dalla fiducia


Manifestazione 26/06/2007


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martedì, 30 settembre 2008
UNA LETTERA

Gent.mo Comitato,

In breve il mio problema:la banca ex cariplo ora intesa,della quale eravamo clienti da anni e,che quindi conosceva bene la nostra difficile situazione finanziaria,nel"99 ci contatta per proporci un investimento a loro dichiarare sicuro al 100%.Alla nostra richiesta di una MASSIMA sicurezza per i nostri risparmi,ci garantiscono l'assoluta tranquillità.NON ci viene consegnato il modulo informativo:hanno detto che non ve ne erano ancora stampati stampati poichè l'investimento era appena stato immeso sul mercato.

Solo dopo tempo,quando iniziava ad andare male con loro che ci consigliavano di rimanere fermi e da altra sede della banca veniamo informati di ciò che ci avevano rifilato:un prodotto ad ALTISSIMO rischio.100%AZIONARIO.

MA noi avevamo parlato di una cosa sicura!

Ci avrebbero dovuto consegnare il modulo per la propensione al rischio,ma NON ne hanno nemmeno parlato.Avremmo forse capito i pericoli nascosti?

Per loro colpa abbiamo perso circa 15.000 Euro.NON abbiamo visionato un contratto,il denaro è stato era già in banca su alcuni libretti ed è stato solo spostato con un prestampato della banca.I direttori e consulenti hanno tutti ammesso gli "errori"da loro commessi nei nostri confronti poi piu niente.Abbiamo piu volte chiesto un confronto con le persone interessate,ma niente.

Vi prego aiutateci.

Distinti Saluti Paul Bianchi

Postato da: giampa64 a 12:55 | link | commenti (2)

giovedì, 11 settembre 2008
CIAO CLAUDIO

Solo due semplici parole, Claudio non ce l'ha fatta, forse ora avrà un po' di pace, questa mattina se n'è andato, i problemi legati al vile denaro per Lui sono finiti.

Ciao Claudio.
 
Gianna

Postato da: giampa64 a 06:00 | link | commenti (1)

mercoledì, 20 agosto 2008
COMUNICATO

"Siamo dieci ex-soci di una Cooperativa di produzione e lavoro, attiva nel Savonese fino ad inizio 2004, quello che per noi è diventato il maledetto 2004"

Iniziava così una lettera che inviammo a decine di destinatari tra giornali, televisioni, blogs, e politici di tutti gli schieramenti.

La inviammo dopo una riunione tra di noi, dove decidemmo di non arrenderci e di rimanere uniti fino in fondo, con lo scopo di abbattere il silenzio che opprimeva la nostra vicenda.

Eravamo consapevoli di iniziare una lotta contro i giganti, di quelli che ti schiacciano con un dito, e che non sarebbe stato per nulla semplice.

In quest'anno e mezzo abbiamo convissuto con questo impegno che andava a sommarsi ai problemi quotidiani, è stata dura, ci sono stati momenti di grande tensione tra di noi, a volte lo sconforto era così forte che mollare tutto sarebbe stata una liberazione, ma così non è stato.

Le ore passate a scrivere lettere, la fatica delle manifestazioni in piazza, gli incontri, le riunioni, le telefonate, le giornate passate in tribunale, la delusione di vedere che in troppi si giravano dall'altra parte, crediamo avrebbero sfiancato chiunque, ma la solidarietà delle persone in piazza, la pronta risposta dei bloggers e di pochi altri ci hanno dato la forza di andare avanti.

Oggi possiamo dire che, grazie a chi ci ha appoggiati ed alla nostra coesione, abbiamo raggiunto il risultato di aver messo la parola fine a questa parte della nostra vicenda, è stata concordata una transazione extragiudiziale per noi sostenibile, che ci permette di liberarci dagli oneri finanziari, in parole povere nessuno perderà la casa o passerà il resto della vita con lo stipendio pignorato.

Ovviamente nessuno ha voglia di fare festa, il 2004 continuerà ad essere per noi il "maledetto 2004", per quello che ci è costata questa storia, ma oggi ci guardiamo negli occhi e siamo ancora in piedi, pronti a ricominciare a vivere.

Il Comitato Vittime di Ordinaria Ingiustizia.

Postato da: giampa64 a 11:24 | link | commenti (7)

martedì, 01 luglio 2008
Ma come si fa...

Ma come si fa a stare zitti, 

"Stipendi e salari 'perdono potere d'acquisto'' dice Draghi, potremmo scusarlo del fatto che, probabilmente, è rimasto completamente isolato dal nostro paese negli ultimi anni e prendere atto di questa sua improvvisa "attenzione sociale".

Sarebbe bello, se non fose per il fatto che, continuando il discorso, ci spiega qual'è il nocciolo del problema, dal suo punto di vista, ovvero:

''La tranquillita' dei risparmi e' minacciata'', quindi nessuna conversione sociale, solo paura perchè gli Italiani non hanno più soldi da investire in prodotti finanziari, sulla modesta qualità dei quali abbiamo avuto parecchie prove, visto il rapporto tra rendita per i risparmiatori ed utili per le banche.

Va be', forse si sta prendendo atto che non c'è quasi più niente da spremere, ci dispiace veramente tanto di non avere più liquidi da accantonare in investimenti, ma così è la vita, i fiumi seccano alla sorgente, se poi durante il tragitto l'acqua residua viene mano mano risucchiata, alla foce non arriva nulla, lascio agli esperti la soluzione del problema e nel frattempo vivo alla giornata.

Neppure il tempo di riprendere fiato ed ecco la Marcegaglia che afferma: "il nemico da combattere è l'alta inflazione ma che i salari non possono essere legati all'aumento dei prezzi perché si tornebbe a una spirale pericolosa."

Provate a leggere questa frase una decina di volte di fila, all'undicesima viene la nausea,  giusto poco prima ricorda un "andamento stagnante dell'economia italiana" , ma se gli stipendi permettono, nel migliore dei casi, di arrivare a fine mese, con che soldi pensa che gli Italiani possano mettersi a spendere per l'aquisto di quei beni che i Sig.ri industriali producono od importano dalla Cina?

Eppure è un concetto talmente semplice...

Buona fortuna a tutti.

Postato da: giampa64 a 22:22 | link | commenti (5)

lunedì, 26 maggio 2008
DAL COMITATO

Questo blog è da parecchi giorni “in sonno”. Non vi spaventate per la parola: non siamo così potenti. Diciamo che abbiamo bisogno di una pausa di riflessione.

Vorrei allora spendere due parole per tracciare un bilancio sulla nostra vicenda, bilancio sicuramente negativo, anzi catastrofico sul lato puramente finanziario, ma analizzando gli altri aspetti che fanno da contorno, possiamo trovare comunque qualcosa di positivo.

E c’è una parola che esprime quel qualcosa di veramente positivo, per chi come noi deve tuttora studiare come uscire dalla melma in cui è stato cacciato: la parola è “conoscenza”.

Sono anni ormai che leggiamo, studiamo, viaggiamo su internet, ascoltiamo le innumerevoli voci di vittime come noi dei più svariati soprusi e qualcosa resta nelle nostre menti stanche, ogni volta è un tassello che si aggiunge al mosaico, nessuno di noi conosceva termini quali anatocismo bancario o signoraggio, nessuno di noi sapeva che la Banca d’Italia è in mani private, chi si preoccupava di BCE, di Goldman Sachs, di società di claering. Al massimo poteva leggerne le lodi sulla stampa o in TV e senza distinzione italica fra informazione di destra o sinistra. L’ economia e la finanza per noi continuano a restare materia ostica, ma non riuscirete più a raccontarci storie, abbiamo cominciato a capire quali sono i meccanismi perversi che fanno girare il mondo e la cosa più bella è che giorno per giorno aumenta il numero di quanti provano a capire come mai il mondo occidentale è in una inarrestabile crisi.

Nessuno di noi si illude su cambiamenti in tempi brevi, ma solo questo conoscere continuo, solo il sapere, potrà aiutarci a generare un cambiamento. Non servono rivoluzioni o lotte di classe, in cui il sangue che scorre è per la maggior parte di povera gente. Dobbiamo imparare a ragionare con la nostra testa, ricordare che in un paese veramente libero, tutti devono poter essere messi in discussione, non ci sono guru di turno che hanno il primato dell’ informazione. Non si fanno cambiamenti con gli insulti e forse qualcuno se ne è reso conto in queste elezioni.

E di questi tempi ragionare con la propria testa non è così facile, nulla dà più certezza e la mancanza di valori e ideali propria di questi tempi, non è certo di aiuto. Per fortuna continua a resistere anche e soprattutto fra i giovani la solidarietà, espressa con il volontariato. Un modo di far funzionare la propria testa è porsi sempre una domanda quando escono nuove leggi, decreti, regolamenti e diavolerie varie per renderci sempre più dura e complicata la vita. La domanda è: “ a chi giova?”, il “cui prodest” dei latini.

Mai come in questo periodo sono usciti decine di libri di denuncia su fatti e misfatti della casta, ma giorni fa leggevo le riflessioni di un giornalista bistrattato e mai presente alle varie anno zero, ballarò, porta a porta, anche solo per contestarlo. Diceva che la casta siamo noi, si, noi popolo Italiano, incapaci di essere noi a stabilire come deve girare il paese e ripeto, senza rivoluzioni, se non culturali. Basta il telecomando per cancellare certa porcheria dalle TV e per dare spazio a cultura e informazione vera, anche cominciando a fare le pulci alla casta della denuncia continua e …inconcludente.

Avete ancora sentito qualche associazione di consumatori che sia capace ad organizzare proteste efficaci per esempio contro l’aumento pazzesco dei carburanti e dei generi di prima necessità?. Eppure basterebbe smettere di comprare auto nuove per qualche mese, tirare la cinghia un po’ di più, visto che almeno quelli della mia età sono stati abituati a ben altri sacrfici, per far capire a questi speculatori che il mercato siamo noi. Non voglio arrivare a formulare qualche protesta un po’ più spinta, ma che farebbe cambiare strada in ben altri tempi, e ripeto, senza trasgredire troppo la legge.

Perciò, la casta è quello che siamo noi, con i nostri vizi, il disinteresse per tutto, il pensare solo a noi stessi, l’evadere le tasse, cercare la raccomandazione, non rispettare le leggi o almeno le elementari norme di educazione civica, prevaricare tutto e tutti per poi salvarci l’ anima accusando la casta di tutti i mali che ci affliggono.

Un caro collega di lavoro, nei momenti in cui mi vedeva nero più del solito e adirato anche con il Padreterno, mi ripeteva: - stai attento, questa è una prova che devi superare in “questa” vita-.

E, forse, questa prova noi la stiamo superando tutti.

Certo che arrivare a conoscere, anche se solo a livello infinitesimale, quanto è grande il male che divora il mondo, provoca un trauma non facilmente superabile. Da parte mia, ho cercato di superarlo continuando ad aver comunque fede almeno in qualche Istituzione in cui voglio continuare a credere, perchè le Istituzioni sono fatte di uomini e uomini seri ed onesti, o comunque in buona fede , devono esserci ovunque. Se mi togliete questa speranza, non resta che spararci un colpo in testa.

Il terzo presidente degli Stati Uniti, Thomas Jefferson, disse: non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli.

Noi abbiamo perso da troppo tempo questo potere e controllo e per colpa nostra. Cerchiamo di ritornare popolo e non sudditi.

Voglio ora sintetizzare alcune parole da un blog, (Paolo Franceschetti), sono consigli perfetti per reagire quando ci prende questo sconforto:

- Il mondo non è per tutti un eden. Ci sono persone che muoiono di fame e sono milioni. Ci sono persone dilaniate dalle bombe. Che hanno mali terribili. Quindi io già sto meglio di loro e sono fortunato.

- Capire che il mondo non è perfetto. Anche la natura è spietata. Essere ricchi e in buona salute, nascere in ambiente meraviglioso, non è garanzia di felicità. Lo dimostra la fine di tanti ricchi e famosi, dal figlio di Agnelli impiccato, all’altro morto di tumore. Si può essere sereni in un inferno, o avere un inferno dentro con il paradiso attorno. Dobbiamo quindi apprezzare le cose belle che abbiamo intorno e non sottolineare solo quelle brutte. E capire che esistono tutte e due.

- Infine…costruire. Se ti trovi tutto distrutto, hai due scelte: rimboccarti le maniche e ricostruire, oppure stare lì a lamentarti. Costruire. Rimboccarsi le maniche significa ricominciare da noi stessi. Applicare la frase di Gandhi: siate voi stessi il cambiamento che vorreste nel mondo. E creare attorno a noi il mondo che vorremmo, con i nostri figli, amici e parenti. Ecco, allora io mi comporto come vorrei che gli altri si comportassero, se fossero al mio posto. E così devi fare tu. Non abbiamo altro potere.

Giuseppe Grosso

Postato da: giampa64 a 22:00 | link | commenti (2)